Canini inclusi: perché, come evitarli?

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Canini inclusi: perché, come evitarli?

L’ortodonzia si è evoluta rispetto agli anni passati, soprattutto in ambito preventivo e ortodontico pediatrico.

Una volta non c’era così tanta prevenzione e attenzione nell’intercettare problemi di natura ortodontica ma vigeva più il concetto del “wait and see” o “aspettiamo e vediamo che cosa succede”. Ed è proprio questo “modus operandi” troppo approssimativo che ha creato alcune problematiche come i denti inclusi, cioè quelli rimasti nell’osso.

Perché alcuni denti rimangono inclusi nell’osso?

Quando non c’è spazio per i denti definitivi questi rimangono “incastrati” o inclusi all’interno dell’osso, in particolar modo questo avviene nell’arcata superiore, visto che l’osso mascellare superiore dopo gli 8-8 anni e mezzo non cresce più.

Altro motivo può essere imputato alla non perdita del corrispettivo dente da latte che, permanendo in arcata, non permette al dente permanente di scendere.

Perché proprio i canini sono quelli più a rischio?

I canini superiori sono i denti che più frequentemente rimangono inclusi nell’osso in età adolescenziale, perché si trovano in una zona anatomica particolarmente affollata di denti e che nell’evoluzione dell’uomo si sta rimpiccolendo.

Che cosa bisogna fare per evitare questo problema?

Ci si dovrebbe recare dallo specialista ortodontista già a partire dai sei anni per fare in modo che il medico si prenda carico del bambino e lo tenga in supervisione con delle visite di controllo periodiche (due all’anno) per valutare la permuta dentaria ed eventuali altre tipologie di problematiche.

Verso i sette anni verrà richiesta dallo specialista una radiografia specifica: la ortopantomografia delle arcate dentarie o detta più comunemente “panoramica dentale”. Questa radiografia permetterà allo specialista ortodontista di analizzare lo stato generale delle strutture ossee, la presenza di tutti gli elementi dentari e possibilità di un futuro affollamento.

Questo ultimo punto sarà uno degli aspetti cruciali per valutare se ci sarà bisogno di fare un intervento ortodontico oppure no.

Quali sono le possibilità di intervento per risolvere il problema del futuro affollamento?

In base allo spazio disponibile e alla visita specialistica clinico-obiettiva, l’ortodontista opterà per la soluzione più efficiente e meno traumatica per il caso esaminato.

A seconda della gravità si potrà optare per un dispositivo fisso sul palato come l’espansore rapido del palato, oppure per un dispositivo mobile se i problemi di spazio non fossero così gravi.

Come possiamo accorgerci a casa se ci sono problemi di spazio per i denti?

Normalmente i denti permanenti sono più grandi di quelli da latte ed è per questo che in una dentizione da latte deve esserci la presenza di spazi tra i denti.

Questo può essere considerato un buon indicatore di spazio per i futuri denti permanenti. Al contrario se non ci dovessero essere spazi tra i denti da latte (con probabile presenza di altre malocclusioni come il morso crociato, vedi terapia ortodontica intercettiva), questo potrebbe segnalarci un futuro problema di spazio per il bambino.

“Ho il il mio bambino che ha 14 anni e ha i canini inclusi è possibile fare qualcosa?”

Certo! Il trattamento è diverso, di solito questi pazienti presentano ancora il canino da latte o addirittura lo spazio dove dovrebbe essere presente il canino permanente completamente chiuso. In questi casi si opta per una terapia ortodontica fissa che permetta prima di creare lo spazio adeguato e poi provveda a “trazionare” o tirare il canino permanente in arcata. Per approfondire l’argomento si rimanda alla sezione “denti inclusi”.

Fino a che età si possono disincludere o “trazionare” un canino incluso? E il problema dell’anchilosi del canino incluso in età adulta?

Non esiste una età limite, però è diversa la biologia dell’osso e la risposta alla trazione del dente. Più si va avanti con l’età più possono esserci delle complicanze come quella dell’ ”anchilosi” del canino: durante la trazione l’elemento dentario si blocca e non riesce più a essere disincluso. In questo caso verrà interrotta la terapia.

Dr. Massimiliano Politi