Ortodonzia pediatrica

Ortodonzia pediatrica

Ortodonzia pediatrica

L’ortodonzia (o ortognatodonzia) è quella branca specialistica dell’odontoiatria che si occupa dell’occlusione dentale, cioè di come “ ingranano” i denti superiori con quelli inferiori e di come crescono e si rapportano le ossa del viso ( definite ossa del massiccio facciale).

Le ossa che ci interessano sono dette “mascelle” e distinguiamo una superiore detta anche “mascellare superiore” e una inferiore detta anche “mandibola”.

L’ortodonzia, in base all’età del paziente, si prende cura di aspetti diversi focalizzando la sua attenzione in base alle priorità del momento.

Che cos’è l’ortodonzia pediatrica?

L’ortodonzia pediatrica è quella parte dell’ortodonzia che si occupa di bambini molto piccoli, dai 5-6 anni in su fino ai 9-10.

Questa è una fascia di età molto delicata, perché è proprio in questo momento che si ha un “pre-picco” puberale con una buona crescita del soggetto. In questo periodo il piccolo paziente ha tutti i denti da latte (dentizione decidua) o inizia a cambiarli con quelli permanenti (dentizione mista).

Che cosa fa l’ortodontista?

L’ortodontista in questa fase deve analizzare molti aspetti strutturali e organismici del bambino, in particolar modo come sta crescendo. Durante questo momento si dà più importanza alla crescita scheletrica che alla posizione dei denti, perché l’occlusione corretta è possibile da ottenere solo se il rapporto tra le due ossa mascellari (mascellare superiore e mandibola) è corretto nello spazio.

Un rapporto non corretto tra le ossa può essere dovuto:

  • Deficit (carenza) o eccessiva crescita di un osso rispetto all’altro
  • Abitudini non corrette o definite “viziate” come succhiamento del dito o ciuccio etc.

Come può essere analizzato ciò? In tre modi: 1) Analisi facciale del paziente, 2) esame clinico e 3) analisi cefalometrica (che può essere eseguita sulla radiografia “teleradiografia del cranio in proiezione latero-laterale” prescritta dal medico).

Che cosa fa l’ortodonzia pediatrica?

Una volta eseguito lo studio del caso del piccolo paziente e avendo distinto le abitudini viziate dai problemi di natura scheletrica è possibile agire con diversi tipi di approcci a seconda della tipologia del bambino/a.

Nei casi di alterazioni che interessano lo scheletro l’ortodontista pediatrico deve avvalersi di dispositivi di tipo “ortopedico” per correggere una crescita sbagliata delle ossa mascellari. Questo è il momento più idoneo per il tipo di trattamento da eseguire perché il bambino è ancora in fase di crescita ed è possibile agire su ossa ancora in formazione stimolandone la giusta crescita.

Nei casi di alterazioni dovute ad abitudini viziate invece è possibile correggere, intervenendo in maniera precoce, sulle anomalie dentali/ossee o posturali che se protratte nel tempo tendono a stabilizzarsi e a diventare strutturali complicandone la correzione in età avanzata.

Quando e perché fare una visita di ortodonzia pediatrica?

Non si è mai troppo piccoli per fare una visita di ortodonzia pediatrica (dopo che ovviamente siano spuntati tutti i denti da latte). Questo perché spesso, come vedremo nell’articolo Malocclusioni dentali e scheletriche, alcune volte c’è bisogno di un intervento davvero precoce per scongiurare in età adulta il ricorso alla chirurgia.

Stessa cosa vale per i bambini che presentino abitudini viziate: se queste vengono eliminate e viene fatta una rieducazione fonetica, funzionale e fisiologica prima che il bambino inizi a cambiare i denti da latte, i risultati saranno migliori e con meno recidive (cioè il ritorno allo stato di partenza).

Alla pagina “Terapia ortodontica intercettiva“, potrete infine trovare una galleria di foto riguardante problematiche di natura lieve, moderata e alta sulle malattie dentali dell’infanzia.

Dr. Massimiliano Politi (Foligno, Bormio, Napoli)